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Digital news - Luglio 2019

Tirando le somme degli eventi di questo mese, sono emersi: Per quanto riguarda i social, la fine dei like visibili sotto i post di Instagram; l’avvento della nuova applicazione per smartphone che ti invecchia a vista d’occhio, Faceapp; la pubblicità e il doppio controllo per l’invio delle immagini su Whatsapp, ma non solo. Mentre in ambito web marketing abbiamo visto come i podcast possano integrarsi con la SEO e volevamo parlarvi dell’Internet of things, super chiacchierato ma non ben definito. L’aggiornamento costante è sinonimo di crescita!

Instagram: La fine dei like visibili

Il social media, acquistato da Zuckerberg, ha visto con i nuovi aggiornamenti, sparire il numero di like sotto ai contenuti pubblicati da ciascun utente. Sono certamente visibili i vari account che vi hanno lasciato il famoso “mi piace”, ma non il numero effettivo, che resterebbe prerogativa solo del proprietario del post. La scelta sarebbe un test, che partito dal Canada, è arrivato in Italia con l’aggiornamento di Luglio. Se il test dovesse rivelarsi definitivo, sarebbe sicuramente un danno al web marketing, e a tutti coloro che lavorano in questo settore e prendono il nome di influencer.

Per ora però non serve allarmarsi perché l’obbiettivo della società è semplicemente capire come si potrebbe migliorare l’interazione con il social.

Faceapp: l’applicazione che ti invecchia a vista d’occhio

Si tratta di un applicazione che, a seguito delle concessioni da parte dell’utente, può accedere ai dati personali tra cui la galleria fotografica e tramite un software specifico, invecchia l’immagine che gli viene sottoposta, facendo apparire decisamente più anziani i soggetti presenti nella fotografia. In realtà è anche in grado di cambiare il genere e dona bellezza alle immagini che vengono inserite. Purtroppo come spesso accade quando ci sono questo tipo di novità che diventano subito virali, nessuno si pone il problema di come proteggere la propria privacy. In questi giorni si è sentito dire che esistono rischi per la sicurezza personale in quanto l’applicazione raccoglie anche i famosi cookies, elementi che il browser scarica per tenere traccia delle preferenze dell’utente. È da tener presente quindi che gli sviluppatori potrebbero condividere i nostri dati con partner terzi. Per quanto riguarda le voci che circolavano su una possibile collaborazione con i server russi, è il team stesso che assicura che niente sarà trasferito in quel paese anche se li, si trova il nucleo centrale di sviluppo, e ricorda che non è indispensabile registrarsi, per cui i dati personali non sono accessibili dai loro database.

Che sia vero o no, bisogna sempre ricordarsi che è importante proteggere la nostra privacy.

Whatsapp: Le novità  

Si vocifera che alla fine dell’estate ci saranno degli aggiornamenti per l’applicazione di messaggistica istantanea più utilizzata di questi anni. Ad esempio:

  • Verrà introdotta la pubblicità all’interno delle storie, sicuramente non è una cosa positiva ma gli sviluppatori assicurano che saranno brevi e per nulla invasive, simili a quelle già presenti sulla piattaforma Instagram;
  • Altra novità, ben più interessante, riguarda invece il doppio controllo che verrà aggiunto in caso di invio di un’immagine, infatti sarà sicuramente capitato a tutti di inviare erroneamente una fotografia ad un contatto che in realtà non avrebbe dovuto riceverla, oppure di rendersi conto all’ultimo che l’utente selezionato non era quello corretto;
  • Sarà poi introdotto un QR code, un codice personale univoco per far aggiungere il proprio contatto a chi lo desidera senza necessità di scambiarsi i numeri di telefono;
  • Verranno inseriti temi personalizzabili, come il dark mode utile per il risparmio energetico;
  • Infine, prendendo spunto da Telegram, potrebbe essere introdotta una selezione dei contatti preferiti, con facilitazioni nella ricerca e individuazione dei numeri desiderati.

Sono tutte novità attesissime dal mondo del web e che vedranno sicuramente reazioni discordanti, staremo a vedere.

Internet of things

Partiamo con la definizione Treccani di IOT “Rete di oggetti dotati di tecnologie di identificazione, collegati fra di loro, in grado di comunicare sia reciprocamente sia verso punti nodali del sistema, ma soprattutto in grado di costituire un enorme network di cose dove ognuna di esse è rintracciabile per nome e in riferimento alla posizione.” Il primo ad usare quest’espressione è stato Kevin Ashton, vent’anni fa. L’internet of things tramite le sue varie applicazioni, è in grado di gestire beni di consumo dalla produzione all’immagazzinamento, fino all’assistenza post vendita e al tracciamento di oggetti rubati.

Sicuramente esistono una serie di questioni come la privacy e la gestione dei dati che non sempre le aziende sanno gestire al meglio.

Podcast e Seo: Una nuova integrazione

Il podcast è una tecnologia che permette l’ascolto di file audio su internet attraverso la distribuzione di aggiornamenti chiamati “feed RSS”, a cui un utente si può iscrivere. Anche le aziende stanno iniziando a creare i propri podcast, al fine di comunicare con i propri clienti e stakeholder, al punto che si può parlare di promozione. E per farlo si deve ricorrere alla SEO, ottimizzazione per i motori di ricerca, curando le descrizioni dei propri podcast in modo che possano essere distribuiti al meglio.

Se si tratti o no di una strategia vincente, lo scopriremo a breve!

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