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Google Phantom Update: Fantasmi e misteri su Google

Cosa ne pensate dei fantasmi? Sicuramente dipende dai rapporti, per lo più cinematografici/letterari [si spera… ] che avete intessuto nella vita.

Se adoravate Casper li avete sempre vissuti con tenerezza, se eravate fans dei Ghostbusters con simpatia, se leggevate Allan Poe o eravate seguaci di Hitchcock, non ne avrete una gran stima…

Niente e nessuno è al sicuro da loro, quindi dobbiamo prendere atto che anche nei meandri del sistema di ranking di Google, si aggira un fantasma.
Non si sa ancora abbastanza su questo ectoplasma, per poterlo giudicare, ma molti siti si sono già ritrovati a subire un crollo di traffico dal noto motore di ricerca, e ciò non fa ben sperare sul suo conto…

Proprio vista la scarsa conoscenza dell’algoritmo che sta mobilitando la rete, esso è stato chiamato Phantom.

Chi si occupa d’internet sa che gli algoritmi di un motore di ricerca sono quella specie di “software”, che servono a determinare il ranking, cioè il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca, di un sito.
Gli esperti di SEO sanno che, nel 2013 ci fu uno scossone non indifferente nei siti indicizzati da Google, uno scossone che non si spiegava, perché differente dagli algoritmi già conosciuti, come Panda e Penguin.

Non contenti degli stravolgimenti fatti, pare che Google abbia ripassato i suoi indici con una versione di Phantom rafforzata, ad aprile di quest’anno.

Non particolarmente simpatici, ma almeno, questa volta, hanno palesato la loro azione di controllo.

Non che questo rimedi ai danni che sta facendo il “simpatico fantasmino”… però almeno si è meritato un battesimo vero e proprio, col nome Quality Update.

A essere penalizzati furono, fin dal 2013, i siti con crosslink troppo spinti, o link abbondanti, o anche con mancanza di fonti per le proprie notizie, ma più di recente i problemi sono stati maggiori e più numerosi per:
• Pagine troppo cariche di tag.
• Pagine con presenza di una bassa qualità dei contenuti.
• Siti obsoleti/vecchi, con font piccoli o comunque di bassa qualità grafica.
• Siti con una directory di scarsa qualità e che presentano banner e pubblicità eccessivamente invasiva.
• Siti che utilizzano troppo testo di bassa qualità, teso a soddisfare i motori di ricerca ed inutili per l’utente.

Un antipatico algoritmo, che rende la vita tutt’altro che facile.
Ma se è vero che il diavolo non è mai brutto come lo si disegna, facciamo presente che Phantom, non è assolutamente negativo come sembrerebbe…
Esso, infatti, premia (o penalizza) i contenuti di alta (o bassa) qualità a livello di pagina.

Ergo, se lavorate bene e fate gestire il vostro sito web ad esperti del settore, con Phantom avrete una carta a vostra disposizione, gratuita ed automatica…
…praticamente “elimina” i vostri disinformati concorrenti con un clic!

Se desideri scoprire quali sono le problematiche del tuo sito web e le metodologie per risolverle, contattaci!