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Influence marketing e social network

Il fenomeno influencer spiegato con alcuni case study

Stiamo sentendo parlare sempre più di influencer e di influence marketing, soprattutto in rapporto ai social network, che stanno sempre più scalzando i tradizionali canali di comunicazione. Basti pensare che il valore attuale di questa nuova tipologia di mercato è di oltre 1 miliardo di dollari.


Cerchiamo di capire al meglio come si sta muovendo il mercato anche in ottica web, analizzando alcuni dei case study più famosi al mondo.

Logiche di mercato: relazioni e influenza

In realtà, questo fenomeno ha radici nel classico metodo pubblicitario dei grandi marchi internazionali, che solitamente chiedono la collaborazione di celebrità come attori, cantanti, fotografi per la realizzazione delle campagne pubblicitarie. Niente di nuovo insomma, cambiano solo i mezzi e le modalità di sponsorizzazione

Con i social, le logiche di mercato si direzionano verso relazioni più dirette e immediate. Uno dei modi migliori per acquisire nuovi clienti è quello di essere sempre dove si trova il nostro target; e i clienti si affidano a testimonial che siano in grado di trasmettere autorevolezza, sicurezza e fiducia. Se i clienti sono sui social, allora perché non trovare testimonial sui social?

La relazione che si instaura tra l’influencer e i suoi follower diventa così una relazione concreta e duratura, in grado di influenzare – appunto – le loro logiche d’acquisto. Con questo, non vuol dire assolutamente che gli influencer utilizzino i social per vendere, anzi. E’ nella quotidianità della loro vita che si intersecano relazioni con i diversi brand.

Queste relazioni possono essere lavorative, ma anche semplicemente personali: l’utilizzo di un profumo o di una crema, nella propria quotidianità ma condiviso sul web, ha un effetto pubblicitario ad ampissima portata.

Alcuni case study

  1. Chiara Ferragni
    Nata nel 1987, Chiara Ferragni si definisce – ed è a tutti gli effetti - una imprenditrice digitale, CEO e blogger con un fatturato annuale di milioni di euro (15 milioni solo nel 2015). Icona fashion e non solo, il suo impero è nato con un blog, The Blonde Salad, che dal 2010 si è sviluppato al punto da permetterle di creare un vero e proprio brand.
    I suoi follower – che al momento sono oltre 15 milioni – la seguono nelle sue pubblicazioni personali e lavorative (parliamo di 16 500 post solo su Instagram). Altrettanti, probabilmente, sono gli haters, che per ogni post riescono a trovare qualcosa da ridire.

  2. Kylie Jenner
    Classe 1997, figlia di Kris Jenner e Caitlyn Jenner (al secolo William Jenner), modella e imprenditrice. Secondo Forbes, è la più giovane miliardaria self-made (21 anni), con una valutazione media di 800 milioni di dollari. Superando addirittura Zuckerberg, che ci riuscì a “soli” 23 anni.
    Sorellastra delle Kardashian e sorella di una delle top model di ultima generazione, Kylie ha giocato tutto su un’azienda che tratta cosmetici per le labbra. Potremmo dire che sì, vende rossetti. Ma il primo prodotto, dal prezzo medio di 28€, è andato sold-out in un minuto: probabilmente, grazie anche ai 117 milioni di follower. Semplicemente "sorella di"? Qualcosa ci fa dire di no.

  3. Cristiano Ronaldo
    Ha fatto parlare di sé, e non poco, per la sua recente acquisizione da parte della Juventus (per 100 milioni di euro). Portoghese classe 1985, al momento è uno degli sportivi più pagati al mondo, con diversi record sportivi tra cui il maggior numero di goal in diverse competizioni internazionali.
    104 milioni di followers, un contratto a vita con la Nike (è il terzo atleta dopo Michael Jordan e LeBron James) e diverse aziende di sua proprietà. Tra le quali, una di intimo, creata dopo aver collaborato a lungo tempo con Emporio Armani.
    La sua acquisizione da parte della Juve ha scatenato il mondo on e offline, con meme, battute e articoli informativi. Il suo personal branding ha molto da insegnare.

Cosa abbiamo imparato da tutto questo?

Il punto è sempre lo stesso: bene o male, l’importante è che se ne parli. Ed è proprio questo il motore del fenomeno “influencer”, il far parlare di sé, generare condivisione e reazione. Una reazione che è spesso anche economica. Quelli che vi abbiamo proposto sono solo alcuni degli esempi più lampanti di una lunga lista. E questi casi fanno parte di una generazione che è stata in grado di sviluppare i nuovi mezzi di comunicazione in un’ottica totalmente differente.

E’ vero che il fenomeno influencer si è esteso a macchia d’olio, ma casi del genere si contano sulle dita di una mano – come in ogni cosa. I grandi brand sono stati previdenti, capendo il fenomeno e sfruttandone le possibilità in termini di engagement: una finestra verso un pubblico ampio e variegato, che utilizza determinati canali come i social, e a volte solo quelli.

Speriamo che questo articolo vi abbia aiutato a capire quanto social network ed influenze possano essere importanti nell’ottica di una strategia di marketing a 360°. Noi di Agave siamo qui anche per questo: aiutarvi a capire come sfruttare al meglio le vostre risorse web.

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