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Rassegna social – Aprile 2019

Terza puntata della nostra rassegna per tenervi aggiornati su tutte le novità del web. Gli argomenti di questo mese riguardano un po’ di temi caldi, tra cui il down dei social network, l’addio a Google plus e la possibilità che Instagram decida di nascondere il numero di like presenti sotto i post.

 

1. Il down dei social network

Partiamo dal primo argomento per importanza di questa rassegna, definito il down dei social network. Lo scorso 14 Aprile, verso le 12 i nostri amati applicativi di messaggistica istantanea e condivisione di contenuti, hanno smesso di funzionare. Stiamo parlando di Whatsapp, Facebook e Instagram, i tre colossi mondiali in fatto di comunicazione sociale. Notizie ufficiali comunicano che il disagio si sarebbe verificato in paesi come la Malesia, le Filippine e per quanto riguarda le metropoli Europee, nelle grandi capitali come Roma, Vienna e Londra oltre che a città quali Rotterdam, Palermo e Milano.

Ricorderete che già lo scorso 13 Marzo si era verificato un blackout dei social che aveva ricordato al mondo tutto quello che faceva prima dell’avvento del web 2.0, stavolta invece di protrarsi per un giorno, è durato 3 ore.  Purtroppo non si conoscono ancora le cause certe, si ipotizza sia stato un problema dei server che stavano lavorando per l’integrazione delle tre piattaforme di proprietà di Zuckerberg.

Una cosa è certa, Twitter e Telegram ne hanno beneficiato!

2. La bufera di Facebook, online i dati di 540 milioni di utenti

La bufera che ha colpito nuovamente il social network di Zuckerberg, questa volta riguarda i dati sensibili. Tali dati privati sarebbero stati esposti su alcuni server a cui poteva accedere chiunque. Si tratterebbe di una scoperta fatta dagli esperti di cybersicurezza di Upguard che controllando la security si sarebbero accorti del guaio causato da applicazioni di terze parti collegate alla piattaforma. Precisamente le informazioni che sono state rese pubbliche riguardano i like degli utenti, la lista degli amici, i nomi dei gruppi cui fanno parte e tutte le località registrate. Cosi la bufera di Facebook, che vede online i dati di 540 milioni di utenti, sarebbe scoppiata.

Le politiche di Facebook proibiscono la memorizzazione delle informazioni, cosi la società si sarebbe messa subito all’opera per rimediare alla falla nella sicurezza.

3. Addio a Google plus

Il 2 aprile è stato il giorno dell’addio a Google plus che ha chiuso definitivamente i battenti ma ha comunque permesso ai suoi utenti di salvare i dati e le foto del proprio profilo. La motivazione sembra sia stata il problema della sicurezza dei dati personali di oltre mezzo milioni di iscritti. Inoltre la società sarebbe stata accusata anche di non aver reso pubblico l’accaduto, così dopo sette anni di vita, la decisione di chiudere la piattaforma è diventata realtà. Il personale tecnico dell’azienda ha specificato che nessun dato sarebbe stato trafugato e nessuno avrebbe approfittato della falla nel sistema.

Google ha poi provveduto a comunicare ai suoi utenti informazioni dettagliate riguardanti sia la chiusura della piattaforma sia le modalità con cui scaricare e conservare i propri contenuti.

4. Tutela della privacy, ha aderito anche Facebook

La nuova legge europea sulla tutela della privacy, non poteva passare inosservata tra i social. Si tratta di un regolamento che preso in capo da ciascuno Stato membro è stato legiferato in autonomia in modo da rendere più precisa la sua applicazione. La tutela della privacy cui ha aderito anche Facebook deriva dal GDPR (General Data Protection Regulation) entrato in vigore di recente e riguarda la protezione, il trattamento e la libera circolazione dei dati personali.

Facebook oltre a chiedere agli utenti di accettare la normativa sui dati e le condizioni d'uso aggiornate, il cui contenuto è uguale a livello globale, fornisce una tutela per i minorenni per proteggere maggiormente i loro profili. Hanno dunque una visione limitata e le informazioni private che aggiungeranno relativamente ad orientamento politico e religioso dovranno essere approvate da un tutore. Ha inoltre stabilito una soglia di età per quanto riguarda l’iscrizione alla piattaforma, che è pari a 13 anni. Speriamo che da adesso cessino i fin troppo frequenti casi di condivisione dei dati sensibili, e che vi sia un vero stop alle bufere.

5. Instagram pensa di nascondere il numero di like

È di pochi giorni fa la notizia che Instagram stia pensando di nascondere il numero di like presenti sotto i post dei suoi utenti rendendoli visibili solo agli autori del contenuto. Si tratta di una modifica che non è ancora stata attivata e la società non ha ancora espresso un giudizio definitivo. È stata Jane Wong, ha scoprire questa informazione, una ricercatrice specializzata nello scoprire le nuove caratteristiche presenti nei codici delle applicazioni anche se non ancora attivate dagli sviluppatori. Sembrerebbe che l’idea della società sarebbe quella di far sì che i followers si concentrino di più sul contenuto condiviso, che sul numero di like che ottengono.

La domanda che tutti ci facciamo è, come potrebbe diventare Instagram se tale modifica venisse attuata? Influencer e Brand utilizzerebbero ancora il social network? La visibilità in certi settori è importante, e Instagram se vuole continuare a sopravvivere dovrebbe tenerlo a mente.

 

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